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K = (°F − 32) × 5/9 + 273.15
Scrivi un valore e la conversione da grado Fahrenheit a kelvin si aggiorna mentre digiti. Qui non c’è un fattore semplice ma uno spostamento della scala, ed è per questo che la formula più sotto ha un addendo. Il calcolo si fa sul tuo dispositivo; dopo il caricamento questa pagina non interroga più nessun server.
350 °F is 449,8 K
— calore medio, come lo scrive una ricetta americana.
98,6 °F is 310,1 K
— la cifra classica della temperatura corporea.
68 °F is 293,15 K
— una stanza a una temperatura gradevole.
-459,7 °F is 0 K
— lo zero assoluto.
| °F | K |
|---|---|
| 0 | 255,372222222 |
| 32 | 273,15 |
| 50 | 283,15 |
| 68 | 293,15 |
| 86 | 303,15 |
| 100 | 310,927777778 |
| 212 | 373,15 |
Convertire °F in K
Fahrenheit mette il congelamento a 32 e l’ebollizione a 212. Un grado Fahrenheit misura così cinque noni di un grado Celsius, ed è questa differenza di ampiezza che fa sì che la conversione non solo sposti, ma anche moltiplichi.
Il kelvin parte dallo zero assoluto, dove non resta energia termica da togliere, e i suoi passi sono della stessa ampiezza di quelli Celsius. Non porta il simbolo di grado: si scrive 300 K, non 300 °K.
grado Fahrenheit e kelvin non cominciano a contare dallo stesso posto, quindi nessun numero da solo converte fra i due. Moltiplicare è esattamente l'errore che questa pagina esiste per evitare: è giusto a una sola temperatura e sbagliato ovunque altro, e lo scarto cresce quanto più ti allontani da quel punto.
I due capi della scala di questa pagina lo mostrano. 0 °F sono 255,37 K e 100 °F sono 310,93 K: cento passi da un lato, 55,56 dall'altro, e i due zeri in posti diversi. Per questo la formula qui sopra ha due parti, qualcosa per cui moltiplicare e qualcosa da sommare; togli la somma e il risultato smette di sbagliare piano e comincia a sbagliare parecchio.
Il kelvin parte dallo zero assoluto, il punto in cui non resta energia termica da togliere e sotto il quale non esiste più niente da misurare. È questo a farne una scala su cui si può moltiplicare: 200 K sono davvero il doppio di 100 K, in un modo in cui 200 °C non sono il doppio di 100 °C.
Né Celsius né Fahrenheit possono dire altrettanto. I loro zeri sono stati scelti, non trovati, ed è per questo che il doppio di una lettura in Celsius non significa assolutamente nulla.
Non esiste una via diretta fra Fahrenheit e Kelvin: bisogna passare per Celsius, sottraendo 32 e moltiplicando per 5/9, e poi aggiungere 273,15 per arrivare allo zero assoluto. Il calcolatore fa i due passaggi insieme, ma capirli separati aiuta a controllare un risultato a mente senza doverli invertire per errore.
Il numero 273,15 non è arbitrario: è la temperatura del punto triplo dell’acqua espressa in Celsius con il segno cambiato, il punto fisso su cui è ancorata l’intera scala Kelvin dal 1954. È un’ancora fisica, non una convenzione scelta per comodità di calcolo.
Zero Kelvin è lo zero assoluto — l’assenza teorica completa di energia termica, non raggiungibile nella pratica ma definita con precisione dalla termodinamica. È per questo che il Kelvin non porta mai il simbolo di grado e non scende mai sotto zero: non è una scala arbitraria con un punto di partenza convenzionale come Celsius o Fahrenheit, ma una misura diretta di energia.
0 °F, una giornata gelida ma tutt’altro che rara in molte zone degli Stati Uniti, corrisponde a 255,37 K — ben lontano dallo zero assoluto, che si trova a -459,67 °F. Il Kelvin comprime l’intera gamma di temperature che l’essere umano sperimenta in una fascia numericamente ristretta rispetto alla sua scala completa.
Chi legge una specifica tecnica americana — un data sheet di semiconduttori, un articolo scientifico pubblicato da un’università statunitense, una specifica di temperatura di colore per l’illuminazione — trova quasi sempre il Kelvin, mai il Fahrenheit, perché la scienza lavora in unità SI indipendentemente dal paese di origine del documento.
Il caso più comune per un lettore italiano è proprio l’inverso di quello che ci si aspetterebbe: un dato americano di temperatura ambiente riportato in Fahrenheit in un contesto discorsivo va convertito in Kelvin non per uso quotidiano, ma per essere inserito in una formula fisica o in un calcolo scientifico che richiede la scala assoluta.
Come per Celsius e Fahrenheit, una differenza di temperatura si converte diversamente da un valore assoluto: un salto di 18 °F equivale a un salto di 10 K, perché la dimensione del grado Fahrenheit e quella del Kelvin restano in un rapporto fisso di 5:9 indipendentemente dal punto di zero di ciascuna scala.
Questo conta in ingegneria e in fisica applicata: un margine termico specificato come «più 36 °F rispetto all’ambiente» corrisponde a un aumento di 20 K, non a un valore assoluto da cercare sommando 273,15 a un numero già sbagliato in partenza.
Le lampadine e i monitor descrivono la loro tonalità di luce in Kelvin — 2700 K per una luce calda simile all’incandescenza, 6500 K per una luce diurna fredda — una convenzione tecnica internazionale che non ha equivalente in Fahrenheit nel linguaggio commerciale, nemmeno negli Stati Uniti.
Chi confronta specifiche tecniche di prodotti americani con quelle italiane trova quindi il Kelvin identico su entrambi i lati: è uno dei rari casi in cui non serve alcuna conversione, perché il mondo intero, compresi gli Stati Uniti, usa già la stessa scala per questo scopo specifico.
Per la vita quotidiana — cucina, meteo, salute — il Celsius resta la scala giusta anche partendo da un dato in Fahrenheit; il Kelvin serve quasi esclusivamente in contesti scientifici, ingegneristici o quando una formula fisica lo richiede esplicitamente.
Se il documento di partenza non è un articolo scientifico, un data sheet tecnico o una specifica di illuminazione, il passaggio utile è quasi sempre Fahrenheit-Celsius, e il Kelvin resta un’unità da consultare solo quando qualcosa la richiede per nome.
Nella temperatura non esiste un valore fisso di conversione, perché le scale partono da punti diversi. La formula è più sotto, e la calcolatrice qui sopra ti risparmia di sostituire a mano.
No. Il calcolo avviene nel tuo browser. Puoi staccare la connessione e continuare a calcolare, che fra l’altro è il modo più semplice di verificarlo.
Perché Celsius e Fahrenheit non partono dallo stesso punto. Nella lunghezza o nel peso, zero è zero e basta un fattore. Nella temperatura lo zero sta da un’altra parte, ed è per questo che la formula ha bisogno anche di uno spostamento.
Un K è -457,87 °F. È la stessa relazione letta al rovescio, quindi un risultato di una pagina fatto passare per l’altra deve tornare da dove è partito.
Quello che questa pagina afferma su unità di temperatura si può verificare, e questi sono i documenti che chiudono la questione.
Il fattore è una costante nella pagina e il conto sono quattro operazioni, quindi non si invia niente da nessuna parte e niente ha bisogno di essere inviato. Il numero che scrivi non esce dal browser — non esiste una richiesta su cui potrebbe viaggiare.