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Qui converti PNG in GIF gratis e senza account: trascina il file qui sopra e in un paio di secondi il risultato è pronto da scaricare. La conversione avviene dentro il tuo browser, quindi il file non viene mai caricato. Funziona allo stesso modo su Windows, macOS e Linux e anche su iPhone e Android, e continua a funzionare anche se stacchi la connessione.
Fino a 100 file alla volta. Formati diversi insieme non sono un problema.
Vengono convertiti uno dopo l’altro e scaricati insieme in uno ZIP.
PNG in GIF






Conviene dirlo per primo. Un GIF ha al massimo 256 colori e una trasparenza a un solo bit; un PNG ne ha milioni e una trasparenza sfumata. Convertire nella direzione di questa pagina significa buttare via informazione, e in gran parte dei casi il risultato è più brutto e non più leggero.
Ci sono ragioni valide per farlo comunque, e sono tutte esterne all’immagine: un sistema che accetta soltanto GIF, un forum o un client di posta antico, un dispositivo con un firmware rigido, un caricamento che rifiuta l’estensione. Se nessuna di queste vi riguarda, il PNG che avete già è la scelta migliore e potete chiudere questa pagina.
Un GIF porta con sé una tavolozza di al massimo 256 voci, e ogni pixel indica una posizione in quella tavolozza. La conversione deve quindi scegliere quali 256 colori tenere fra tutti quelli presenti nel PNG, e poi assegnare a ogni pixel il più vicino fra i sopravvissuti.
Su un disegno con poche tinte piatte — un logo, un’icona, uno schema — questo non costa nulla, perché i colori erano già meno di 256 e la tavolozza li contiene tutti esattamente. Su una fotografia costa parecchio: i cieli e la pelle diventano fasce di colore visibili al posto delle sfumature continue, ed è l’effetto che si riconosce a occhio in qualsiasi immagine GIF fotografica.
Contro quelle fasce esiste un rimedio che si chiama dithering: invece di scegliere il colore più vicino, si alternano due colori della tavolozza in un motivo fine, e l’occhio li mescola in una tinta intermedia. La sfumatura torna a sembrare continua.
Il prezzo è che l’immagine si riempie di rumore ad alta frequenza, e quel rumore è precisamente ciò che la compressione del GIF non sa comprimere: un file con dithering può risultare parecchio più grande dello stesso senza. È un compromesso, non un miglioramento gratuito, e la scelta giusta dipende da quanto l’immagine verrà guardata da vicino.
Il PNG conserva per ogni pixel un valore di opacità con 256 gradazioni, ed è quello che rende puliti i bordi di un logo su qualsiasi sfondo. Il GIF non ha niente del genere: un pixel è trasparente oppure non lo è, senza vie di mezzo.
La conseguenza pratica si vede sui bordi curvi. I pixel che nel PNG erano semitrasparenti devono diventare o completamente opachi o completamente invisibili, e quello che era un bordo morbido diventa una scaletta. Su una forma con soli angoli retti non si nota affatto; su un cerchio o su un testo si nota subito, ed è il motivo per cui i loghi in GIF hanno quell’aria datata.
C’è un caso specifico che merita una spiegazione, perché sembra un difetto della conversione e non lo è. Un PNG con testo antialiasato pensato per uno sfondo bianco contiene, attorno alle lettere, pixel semitrasparenti tendenti al bianco. Quando la trasparenza si riduce a un bit, quei pixel diventano opachi e bianchi.
Mettete il GIF risultante su una pagina scura e vedete un contorno chiaro attorno a ogni lettera. Non è un errore di calcolo: è l’informazione dello sfondo originale che era mescolata nei bordi e che ora non si può più separare. L’unico rimedio vero è ripartire da un file in cui il testo sia stato disegnato sopra lo sfondo che userete davvero.
È un’aspettativa diffusa e sbagliata. La compressione del GIF è LZW, un algoritmo del 1984 che lavora su sequenze di pixel identici lungo una riga. Su un disegno a tinte piatte funziona bene. Su una fotografia non trova quasi nulla da comprimere, e il risultato è spesso più grande del PNG di partenza nonostante abbia buttato via il novantanove per cento dei colori.
Se lo scopo era alleggerire il file, questa conversione è la strada sbagliata in modo abbastanza netto. Un PNG ottimizzato, o un WebP se la destinazione lo accetta, arriva molto più in basso senza rinunciare a niente di visibile.
Il formato è famoso per le animazioni, ma quello che ottenete da un singolo PNG è un GIF a un solo fotogramma: un’immagine ferma, con l’estensione che un sistema pretendeva.
Se quello che volete è un’animazione, il punto di partenza è un video o una sequenza di immagini, ed è una conversione diversa che questo sito offre altrove. Da una immagine sola non si ricava movimento, e nessuno strumento può fare diversamente.
Un GIF non ha un tetto formale alle dimensioni in pixel, ma ne ha uno pratico: la tavolozza a 256 voci vale per tutta l’immagine, e più l’immagine è grande più quel numero è stretto. Un GIF da quattro megapixel con 256 colori è quasi sempre una scelta che non si giustifica.
Se state convertendo qualcosa di grande, vale la pena chiedersi se non sia il momento di ridimensionare prima. Un’immagine più piccola con la stessa tavolozza regge meglio l’occhio, e il file scende in modo molto più deciso che con qualsiasi regolazione della conversione.
Il PNG viene letto dal vostro disco, la tavolozza viene calcolata e il GIF viene scritto in memoria, tutto dentro il browser. Il codice che lo fa è JavaScript che questa pagina ha già scaricato quando l’avete aperta.
Non parte nessuna richiesta con dentro la vostra immagine, e non è una cosa da credere sulla parola: aprite gli strumenti di sviluppo, guardate la scheda di rete, convertite. Significa anche che non c’è un limite di dimensione imposto da un caricamento, e che l’immagine non finisce sul disco di qualcun altro nemmeno temporaneamente.
Se il sistema di destinazione accetta il PNG, tenete il PNG. Se accetta il WebP, il WebP fa tutto quello che fa il GIF con un decimo del peso e la trasparenza sfumata intatta. Se serve un’icona per Windows o un favicon, la destinazione è l’ICO e non il GIF.
Il GIF resta la risposta giusta soltanto quando qualcosa fuori dal vostro controllo lo pretende. È un formato di quarant’anni fa che è sopravvissuto per compatibilità, e questa pagina esiste per quel caso, non per raccomandarlo.
| PNG | GIF | |
|---|---|---|
| Nome completo | Portable Network Graphics | Graphics Interchange Format |
| Estensione del file | .png | .gif |
| Tipo di media | image/png | image/gif |
| Compressione | Senza perdita — non si butta via niente | Senza perdita — non si butta via niente |
| Prima pubblicazione | 1996 | 1987 |
| Pubblicato da | PNG Development Group | CompuServe |
| Specifica | ISO/IEC 15948 | GIF89a |
| Licenza | Standard aperto | Standard aperto |
| Situazione attuale | Attuale | Vecchio, ancora letto ovunque |
| Profondità di bit | 16 | 8 |
| Colore che sa descrivere | RGB, scala di grigi, tavolozza indicizzata | tavolozza indicizzata |
| Immagine più grande | 2.147.483.647 px per lato | 65.535 px per lato |
| Si apre nel browser | Tutti i browser | Tutti i browser |
| Valutato al suo posto | WebP, SVG, JXL | WebP, MP4 |
GIF non ha canale alfa. Un file PNG con trasparenza esce con quelle aree riempite — di bianco, se non indichi altro — e nessuna impostazione di GIF riporta indietro la trasparenza.
GIF ammette al massimo 256 colori per immagine. Una fotografia viene ridotta a una tavolozza, da cui il cielo a scalini. Non è un'impostazione di qualità: è il formato.
PNG arriva a 16 bit per canale e GIF ne conserva 8. Quella precisione in più è ciò che regge correzioni forti senza bande: conviene convertire dopo la post-produzione, non prima.
Adobe Photoshop e GIMP leggono sia PNG sia GIF, quindi puoi confrontare il risultato con l'originale senza un secondo programma.
PNG è il formato di PNG Development Group, pubblicato nel 1996. Registra 16 bit per canale.
GIF viene da CompuServe e risale al 1987, descritto in GIF89a. GIMP, Adobe Photoshop e ImageMagick lo leggono.
No. Questa conversione avviene interamente nel tuo browser, quindi il file non esce dal tuo dispositivo. Puoi controllarlo da solo: apri la scheda di rete degli strumenti per sviluppatori e converti qualcosa. Vedrai la pagina stessa e le richieste di statistica e di pubblicità con cui questo servizio si paga, e nemmeno una che porti il tuo file. Il motore di questa coppia è jSquash, compilazioni WebAssembly dei codec di immagine di riferimento; il browser lo scarica una volta e lo tiene in cache.
Sì. Senza account, senza filigrana e senza una quota giornaliera da consumare: gira sulla tua macchina, quindi puoi tornare quante volte vuoi. Il browser lavora file fino a 100 MB, 100 per volta. jSquash viene scaricato sulla tua macchina e gira lì, ed è per questo che non c’è un contatore.
GIF comprime, quindi qualche dato si perde. Con l’impostazione predefinita non si nota; se vuoi andare sul sicuro, alza la qualità. Ridotto a 256 colori, cosa che su una fotografia si vede, e le zone trasparenti non restano tali: vengono riempite con il colore di sfondo.
GIF non ha canale alfa. Un file PNG con trasparenza esce con quelle aree riempite — di bianco, se non indichi altro — e nessuna impostazione di GIF riporta indietro la trasparenza.
GIF ammette al massimo 256 colori per immagine. Una fotografia viene ridotta a una tavolozza, da cui il cielo a scalini. Non è un'impostazione di qualità: è il formato.
PNG arriva a 16 bit per canale e GIF ne conserva 8. Quella precisione in più è ciò che regge correzioni forti senza bande: conviene convertire dopo la post-produzione, non prima.
Questa pagina converte l’uno nell’altro. Se il dubbio è quale scegliere e non come convertire, PNG vs GIF dice quale usare, per cosa, e in cosa ciascuno è debole.
Quello che questa pagina afferma su PNG e GIF si può verificare, e questi sono i documenti che chiudono la questione.